Etiopia magica

 

Viaggio ad Assab, gennaio 1959

Alberto Vascon

 

A quei tempi, per andare un po’ in giro per l’Etiopia, bisognava aspettare le festività etiopiche. Approfittammo quindi dei tre giorni di festa del Timchèt per andare ad Assab, io con la Fiat 1100 e Uoldè, un nostro canneggiatore, Enrico Minozzi con la moglie Laura e il piccolo Riccardo di un anno e mezzo con la VW. Io contavo di prendermi anche due giorni di ferie, in modo da avere a disposizione cinque giorni, Enrico invece andava a trovare i suoi che vivevano ad Assab e si sarebbe fermato qualche giorno di più. Da Koka ad Assab sono960 km, che diventavano 1010 se si faceva il viaggio in due tappe con pernottamento a Dessiè.

La strada era asfaltata solo solo per 200 km, il resto era macadàm. Partimmo alle sette di mattina in una splendida giornata di sole, con una breve sosta subito dopo la galleria Mussolini al passo del Termaber per fotografare il cippo che ricorda i genieri italiani che costruirono questo tratto di strada. A mezzogiorno eravamo a Debra Sina, dove c’era un posto famoso per il pollo alla diavola. Dopo una breve tappa al mercato di Karakore, arrivammo a Dessiè (500 km) alle 17,30 e pernottammo al Hotel Ambassèl, ex CIAAO.

La seconda tappa, di 510 km, attraversava tutta la Dancalia da ovest ad est. Facemmo una sosta pranzo a Sardò, tappa obbligata per i camionisti, dove servivano spaghetti e capretto arrosto. Il posto era famoso anche per uno struzzo che mangiava gli avanzi dei pasti e che, mentre facevamo i complimenti al cuoco, con una beccata fece fuori gli spaghetti di Riccardo. Nella depressione di Burè, sotto il Mussa Ale, vedemmo un gruppo dei rarissimi asini selvatici dancali. Alle 17,30 eravamo ad Assab. Gli unici inconvenienti durante tutto il viaggio sono state due forature.

Mi fermai ad Assab due giorni, ripartii alle undici di sera con Uoldè e feci una tappa unica di diciotto ore fino a Koka. Enrico si fermò una settimana e fece anche lui il ritorno tutto in una tirata, 960 km.

 

Il cippo al Passo del Termabèr

Sardò

Lo struzzo che mangiava gli spaghetti

Nella valle del Dobi

Vicino ad Assab

 
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