|
L’arrivo dei missionari Gesuiti in Etiopia, nei sec.
XVI-XVII, portò alla conversione al Cattolicesimo, seppur
per breve tempo, degli imperatori Ze-Dinghìl e Sussinios. Ma
il loro arrivo innescò anche nel clero etiopico delle
dispute interminabili sull’unzione e sulla natura di Cristo,
dispute che sfociarono talvolta in lotte feroci e
sanguinarie, con guerre e massacri di interi monasteri.
Le
discussioni dei religiosi etiopici con i Gesuiti portarono
alla creazione di due correnti di pensiero, sostenute una
nei monasteri del Goggiam, la regione racchiusa dalla grande
ansa del Nilo Azzurro a sud del lago Tana, l’altra nel
monastero di Debra Libanos nello Scioa. La corrente dei
goggiamesi si estese poi al Tigrai e al monastero del Bizen
nell’estremo nord dell’Etiopia.
I
goggiamesi sostenevano che Cristo non era unto dallo Spirito
Santo, ma era unto da se stesso e che, nell’unione col
Verbo, la sua natura umana era stata assorbita da quella
divina. Era questa una posizione di rigido monofisismo di
tipo eutichiano. Questa corrente prese il nome di Carrà,
coltello, ma fu chiamata anche Qebàt, unzione, e
Hulèt Liddèt, due nascite, perché riconosceva in Cristo
la generazione eterna e la nascita dalla Vergine.
I
debralibanesi sostenevano invece che Cristo era stato unto
dal Padre per mezzo dello Spirito Santo. Questa dottrina
implicitamente riconosce, nell’unzione, la natura umana di
Cristo. Essa fu chiamata Sost Liddèt, tre nascite,
perché opponeva ai goggiamesi anche una terza nascita
mediante l’unzione. Questa dottrina fu anche chiamata
Teuahdò, che significa “divenuto uno”, perché sosteneva
che la natura umana e la natura divina si erano, con
l’incarnazione, unite in una natura composita di umanità e
di divinità. Fu anche chiamata Tseggà Ligg, figlio di
grazia, perché con l’unzione la natura umana di Cristo viene
santificata dalla grazia dello Spirito Santo.
Nel
corso della storia prevalse ora l’uno ora l’altro partito,
con rivolte che furono sedate nel sangue. Sotto il regno di
David III, ad esempio, nel primo quarto del XVIII sec.,
furono sterminati tutti i monaci di Debra Libanos. Con la
salita al trono di Teodoro II (1855) la setta dei goggiamesi
venne proclamata religione di stato, e fu riconfermata e
imposta con la forza da Giovanni IV nel Sinodo di Boru Mieda
del 1878. L’ascesa al trono imperiale di Menelik, pochi
anni dopo, segnò la fine delle contese religiose: Menelik fu
molto tollerante e lasciò ad ognuno libertà di scelta. Oggi
in tutta l’Etiopia e l’Eritrea è praticata la dottrina del
teuahdò. |